Le case in classe A
"Classe A" è diventata una formula pubblicitaria, ma in Italia la classe A è divisa in quattro livelli e dice meno di quanto sembri sui consumi reali. Ecco cosa guardare quando si compra o si costruisce.
Come si legge la classe
- Dieci classi, non sette: in Italia si va dalla G alla A4, e la classe A è suddivisa in A1, A2, A3 e A4. Tra una A1 e una A4 la differenza di consumo è grande.
- Un confronto, non un valore assoluto: la classe si ottiene confrontando l'edificio con un edificio di riferimento della stessa forma e dimensione, costruito secondo i requisiti di legge.
- Il numero che conta è l'indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, in kWh/m² anno, riportato nell'attestato: permette di confrontare davvero due immobili.
- Uso standard: il calcolo presuppone temperature e orari convenzionali. I consumi reali dipendono anche da come si abita la casa.
Cosa chiedere a chi vende una casa nuova
- l'attestato di prestazione energetica definitivo, non solo quello di progetto;
- la relazione tecnica ex legge 10, che descrive isolamento e impianti previsti;
- il tipo di impianto: pompa di calore, eventuale fotovoltaico, ventilazione meccanica controllata;
- come sono stati risolti i ponti termici, soprattutto attorno ai serramenti e ai balconi;
- le certificazioni dei materiali e i collaudi degli impianti.
Edifici a energia quasi zero
Dal 2021 tutti i nuovi edifici devono essere a energia quasi zero (nZEB): molto isolati e con una parte rilevante dell'energia da fonti rinnovabili. Una casa nuova in classe bassa oggi è quindi un segnale da approfondire.
Cosa cambierà
La direttiva europea sulle case green prevede una scala di classi comune in tutta Europa. In Italia non è ancora in vigore: fino al recepimento gli attestati continuano a usare la scala attuale.
Aggiornato a ottobre 2026. Riferimenti: D.M. 26 giugno 2015. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la valutazione del caso specifico.