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Lavorazioni

Fotovoltaico

Moduli che, colpiti dalla luce del sole, producono energia elettrica per la casa o l'azienda. Oggi conviene soprattutto l'energia che si consuma nel momento in cui viene prodotta: per questo l'impianto va dimensionato sui consumi reali.

albamezzogiornotramonto produzione consumi potenza
Andamento indicativo in una giornata serena: la produzione va da zero all'alba al massimo a mezzogiorno.

Serve il sole diretto?

La potenza nominale di un modulo si misura in condizioni standard: irraggiamento di 1000 W/m², 25 °C, raggi perpendicolari e nessuna ombra. Con cielo nuvoloso, luce diffusa o sole inclinato il modulo produce comunque, ma molto meno.

Per la produzione migliore i moduli vanno orientati a sud e inclinati di 30-35° sull'orizzontale. Le ombre, anche parziali, pesano più di quanto si pensi.

Quale tecnologia

  • Silicio monocristallino: oggi lo standard, con la maggiore produzione per metro quadro.
  • Silicio policristallino: caratteristiche simili e rendimento leggermente inferiore, ormai poco diffuso.
  • Film sottile (silicio amorfo, CIS, CIGS, tellururo di cadmio): rendimento minore, quindi più superficie a parità di potenza, ma migliore risposta con luce diffusa e possibilità di moduli flessibili per applicazioni particolari.

Dimensionare sull'energia, non sulla potenza

È il dubbio più comune: "se ho un apparecchio da 200 W mi serve un modulo da 200 W?". No: conta l'energia consumata nella giornata, cioè la potenza moltiplicata per le ore di funzionamento.

Allo stesso modo un modulo da 200 W eroga 200 W solo a mezzogiorno con sole pieno: all'alba e al tramonto produce zero. Per questo il calcolo si fa sull'energia prodotta nell'anno, che in Piemonte, come ordine di grandezza, è intorno ai 1.150 kWh per ogni kW installato ben esposto.

ApparecchioUsoEnergia al giorno
200 W2 ore400 Wh
200 W5 ore1.000 Wh
10 W, sempre acceso24 ore240 Wh
Trapano da 300 Wmezz'ora150 Wh

Com'è fatto un impianto

Collegato alla rete

È una piccola centrale in parallelo con la rete elettrica. I moduli producono corrente continua, l'inverter la trasforma in alternata a 230 V e la immette nell'impianto di casa; quello che non si consuma va in rete. Servono moduli, inverter, quadro di protezione e contatori. Il sistema di accumulo con batterie è facoltativo, ma sempre più utile.

Isolato

Per baite e utenze senza allaccio: moduli, batterie, regolatore di carica ed eventuale inverter.

L'energia in eccesso

Gli impianti entrati in esercizio dopo il 29 maggio 2025 non possono più accedere allo scambio sul posto. L'energia immessa in rete si vende con il ritiro dedicato del GSE, senza compensazione con quella prelevata, oppure si condivide in una comunità energetica.

Il risparmio vero nasce quindi dall'autoconsumo: un impianto dimensionato sui consumi, un accumulo dove serve e, se possibile, i consumi spostati nelle ore di sole, per esempio con una pompa di calore.

Per le abitazioni è possibile la detrazione fiscale; abbinato a una pompa di calore, il fotovoltaico con accumulo può rientrare nel Conto Termico 3.0. Per i parcheggi c'è Energy Parking.

Quanto può produrre il vostro tetto?

Partiamo dalle bollette dell'ultimo anno per dimensionare l'impianto sui consumi reali.

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