Formazione di muffa in casa
Cucinare, fare la doccia, asciugare il bucato, la stessa presenza di persone e piante producono umidità. Se ristagna nelle stanze, d'inverno compaiono le macchie di muffa: negli angoli, dietro armadi e credenze. Le spore possono nuocere alla salute, quindi conviene prevenirle.
Prevenire danni all'edificio e sprechi di energia
Ventilare correttamente un'abitazione non è affatto facile. Di solito le case vengono arieggiate troppo poco e ci si accorge del problema solo quando compaiono le prime macchie scure; ma anche l'eccesso opposto va evitato, perché disperde calore e fa crescere la bolletta. Ecco alcuni consigli per evitare la muffa dovuta a uno scarso ricambio d'aria, senza sprecare energia.
Aprire tutto, per poco tempo
Il modo migliore per far uscire l'aria viziata e umida è creare un giro d'aria o una corrente, aprendo porte-finestre e finestre su lati diversi della casa. L'aria interna viene sostituita in fretta e muri e solai non fanno in tempo a raffreddarsi.
Non lasciare le finestre a vasistas
Finestre e porte-finestre lasciate aperte a lungo, anche solo inclinate, disperdono energia e fanno aumentare le spese di riscaldamento senza ventilare in modo efficace.
Tenere chiuse le stanze più umide
Dopo la doccia è un errore aprire la porta del bagno verso il resto della casa: l'umidità si diffonde negli altri ambienti e può formare muffa altrove. Meglio arieggiare abbondantemente il bagno aprendo la finestra. Le stesse regole valgono per la cucina e la camera da letto.
Non lasciar raffreddare troppo le stanze
L'aria calda che passa da un locale riscaldato a uno freddo deposita il suo vapore sui muri perimetrali più freddi, formando condensa. Per questo nessuna stanza dovrebbe restare a lungo troppo fredda.
Usare un igrometro
È lo strumento più semplice ed economico per controllare l'umidità e capire se si arieggia nel modo giusto. L'umidità relativa nelle stanze dovrebbe restare preferibilmente tra il 45 e il 55%.
Per quanto tempo arieggiare
Dipende dal vento, dalla differenza di temperatura tra interno ed esterno, dalla tenuta dell'involucro e dal tipo di apertura. Questi sono valori indicativi:
| Modo di arieggiare | Durata indicativa |
|---|---|
| Giro d'aria, con finestre su lati opposti | 1 – 5 minuti |
| Corrente d'aria più debole | 5 – 10 minuti |
| Finestre a vasistas | 30 – 60 minuti, non adatto a tutte le stagioni |
- arieggiare anche quando piove: l'aria esterna fredda contiene sempre meno vapore di quella di casa;
- più fa freddo fuori, più breve deve essere l'apertura;
- più è bassa la temperatura in casa, più spesso bisogna arieggiare.
La ventilazione meccanica controllata
Un impianto di ventilazione rende quasi superfluo aprire le finestre: estrae in continuo l'aria viziata e la sostituisce con aria esterna. I modelli con recupero di calore trasferiscono buona parte del calore dell'aria in uscita a quella in ingresso, con un risparmio sul riscaldamento. Richiedono un investimento iniziale e una manutenzione minima, e sono particolarmente utili dopo la sostituzione dei serramenti, che rende la casa molto più ermetica.
Se la muffa ritorna
Quando, nonostante una ventilazione corretta, la muffa ricompare sempre negli stessi punti, la causa è quasi sempre una parete troppo fredda: un ponte termico o un isolamento insufficiente. In quel caso il rimedio è sull'edificio, con isolamento a cappotto o insufflaggio, e una verifica tecnica aiuta a individuare l'intervento giusto.
Aggiornato a ottobre 2026. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la valutazione del caso specifico.